Il profumo nella storia

Sacro, misterioso, seducente e indispensabile il profumo ha attraversato la storia insieme all’uomo. Inizialmente esso era percepito come un anello d’unione tra gli umani e le divinità; poi cominciò ad essere considerato alla stregua di un protettore contro le pestilenze.

Il profumo si inquadra perfettamente nella descrizione fatta da Michael Edwards, conoscitore erudita e autore della guida “Parfums du Monde”. Lui affermava che:

Le fragranze possono essere più di un piacevole accessorio. Un grande profumo è un’opera d’arte. È poesia silenziosa, invisibile linguaggio del corpo. Può risollevare le nostre giornate, arricchire le nostre notti e creare pietre miliari nelle nostre memorie. Una fragranza è un’emozione liquida.”

I profumi degli antichi

Le scoperte archeologiche rilevano che il profumo era creato, utilizzato e commercializzato già dai tempi dei Sumeri; questi abitavano nel sud della Mesopotamia (l’Iraq d’oggi) ed erano una delle popolazioni più antiche del pianeta.

Si ritiene che il primo chimico mai esistito sia stato Tapputi, un creatore di profumi, il cui nome è menzionato su una tavoletta datata al secondo millennio a.c. La sua tecnica consisteva nella distillazione di fiori, olio e calamo. Il miscuglio era filtrato e successivamente ridistillato, ripetendo tale operazione per più volte.

Storia del profumo gli Egizi e il profumo

Tutti i popoli del mondo antico usavano quantità significative di profumo, ma gli Egizi ne erano i consumatori più assidui. In Alessandria esistevano alcuni laboratori nei quali venivano preparati balsami preziosi; questi venivano usati sia per la profumazione del corpo e sia nei riti religiosi. Ma non solo: venivano impiegati anche all’interno di cerimonie funebri ( imbalsamazione delle persone decedute). La concentrazione di tali oli era talmente alta, che anche dopo 3300 anni dalla morte di Tutankhamon, all’apertura della sua celebre tomba, si poté ancora percepire un’orma di profumo. Le essenze profumate, in special modo la mirra e l’olio di cannella, erano adoperate nel processo di imbalsamazione la cui durata poteva variare tra i 40 e i 70 giorni. Si diceva che Ramses III nei suoi 31 anni di regno avesse offerto al tempio di Amon più di 9000 contenitori di incenso e oli profumati.

L’incenso, più prezioso dell’oro

L’incenso è stato uno dei primi e dei più utilizzati profumi. Questa sostanza resinosa era prodotta inizialmente in Oman (Stato della penisola arabica); a un certo punto divenne più preziosa persino dell’oro. L’incenso ha anche dato un contributo molto importante alla creazione dei regni arabi. Esso è stato persino menzionato all’interno della Bibbia: ben 113 volte nel Vecchio Testamento; in diverse occasioni si fa riferimento anche alla cannella, alla mirra, all’aloe e anche allo zafferano.

Il commercio dei profumi ha portato tanta prosperità alle città fenicie e greche. A Cipro i profumi son diventati alla moda, quando al composto di erbe e spezie quali mandorle, coriandolo, mirto e bergamotto vennero affiancate essenze di rosa, iris, giglio oppure gelsomino. A Pyrgos (Cipro) sono state rinvenute le reliquie più antiche mai ritrovate. Grazie al queste è stato possibile constatare come la produzione dei profumi fosse una cosa importante già dall’antichità. Si estima che esse abbiano più 4000 anni; inoltre, si è scoperto che le boccette di profumo, i contenitori per il miscuglio e le ricette rinvenute a Pyrgos facessero in realtà parte di un laboratorio enorme di profumi. La sua superficie superava i 4000 metri quadrati.

Le acque delle regine

Le tecniche di preparazione dei profumi sono rimaste rudimentali fino alla fine del Medio Evo. Gli ingredienti adoperati venivano macinati, schiacciati, bolliti e impregnati di oli oppure di grassi. Nonostante il fatto che i romani fossero buoni intenditori e forse i più raffinati utilizzatori di profumi, non hanno apportato alcuna innovazione importante alle tecniche di preparazione; queste si svilupparono solo intorno al IX e X secolo, grazie a scienziati persiani e arabi.

Storia del profumo alambicco

Sebbene il metodo d’utilizzo dell’alambicco (apparecchio per la distillazione) fosse conosciuto dall’antichità, una delle sue prime descrizioni venne ritrovata ne “Il libro del profumo e della distillazione” scritto dal chimico arabo Al-Kindi (Alkindus). Questo contiene oltre un centinaio di ricette per la preparazione degli oli, dei balsami e delle acque profumate.




Un contributo importante è stato offerto anche dal filosofo, scrittore e chimico iraniano Ibn Sina (Avicenna); lui introduce il processo di estrazione dell’olio dai fiori tramite la distillazione, procedimento adoperato anche oggi ( come anche la denominazione dell’alambicco, parola di origine araba – al ‘inbiq). Avicenna incominciò tale processo di estrazione a partire dalle rose; la sua creazione – l’acqua di rose – divenne estremamente popolare, essendo più delicata e più facile da usare, al contrario dei miscugli pesanti di oli ed erbe oppure petali macinati.

Il profumo in Europa

Nel XIV secolo la scienza del profumo e l’arte della preparazione del profumo, penetra anche in Europa, grazie all’espansione dell’islam.

Il primo profumo moderno è stato creato nel 1370, su richiesta della seducente regina d”Ungheria, Elisabetta. Ma l’acqua della regina d’Ungheria, miscuglio di essenze di rosmarino, macerato nell’alcool, non si è dimostrato solo un semplice profumo, ma anche un rimedio eccezionale per il reumatismo.

La profumeria si è sviluppata soprattutto nell’Italia rinascimentale. Formule e ricette vecchie, raccolte da tutto il mondo, sono state reinventate oppure migliorate. Nel XVI secolo, le migliorie italiane sono penetrate in Francia, grazie al matrimonio di Enrico II con Caterina de Medici; quest’ultima ha lasciato Firenze accompagnata dal suo profumiere personale, René (Renato) il Fiorentino. Si racconta che le camere della regina e il laboratorio del fiorentino (altrettanto bravo nella preparazione dei veleni) fossero connessi da un corridoio segreto; tutto questo, affinché non esistesse il minimo rischio d’uscita dal palazzo di quelle preziose ricette.

La Francia diventa presto uno dei più importanti centri di produzione di profumi e cosmetici. E tutto questo grazie a René e all’interesse sempre maggiore manifestato dalla nobiltà nei confronti dei profumi.

Tra i secoli XVI e XVII, il profumo era usato con l’unico scopo di nascondere gli odori corporali, causati dalla scarsa igiene. Difatti, in quel periodo si credeva che i bagni frequenti provocassero la peste e altre malattie. Il profumo veniva applicato anche sopra ai capi d’abbigliamento, per esempio sui guanti.

La città di Grasse diventa una specie di capitale del profumo. Qui vengono perfezionate tutte le tecniche di estrazione delle essenze floreali delicate.

Nel secolo XVIII il profumo veniva usato dappertutto: corpo, abbigliamento ed accessori. Dovrà passare ancora del tempo fino alla comparsa dello spruzzino. Un aneddoto è di come la corte del re Lodovico XV venisse definita “la corte profumata”; e questo per l’utilizzo eccessivo dei profumi sui vestiti, sui mobili e sulla pelle.

Nascita della profumeria moderna

L’ultima tappa rivoluzionaria della storia del profumo è posta alla fine del XIX secolo, in concomitanza con lo sviluppo industriale. Le sue conseguenze sono significative.

Si assiste inizialmente alla fabbricazione dei prodotti in serie; poi alla nascita dei grandi magazzini e infine alla comparsa dei primi prodotti di sintesi. E questo grazie allo sviluppo della chimica organica. Nel 1889 Guerlain incomincia a creare il primo profumo che affianca ad elementi naturali quelli di sintesi (vanillina, cumarina). Sarà proprio questo evento a dare impulso alla nascita della profumeria moderna.

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